Del Piero: «La Juve può tornare ai vertici d'Europa»

 Il ritorno della Juventus al vertice del calcio europeo, dopo la buona partecipazione all'ultima Champions League conclusa ai quarti di finale per mano del Bayern Monaco, "assolutamente non è impossibile" anche se bisogna fare qualcosa di "eccezionale". A leggere così il futuro internazionale dei bianconeri è Alessandro Del Piero, storico capitano della Signora, intervenuto all'IT Forum in corso al Palacongressi di Rimini per un faccia a faccia con l'amministratore delegato di Banca Generali, Piermario Motta. Atteso da centinaia di persone e stretto da un abbraccio caloroso - la Romagna è da sempre feudo juventino - Del Piero, ha spaziato dalla sua attuale esperienza australiana al recente secondo tricolore consecutivo vinto dalla Juventus, il primo senza 'Pinturicchio' in campo, fino alla prossima finale di Champions League tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund. Per il titolo vinto da Conte e dai suoi ragazzi "festeggiato da tifoso", Del Piero si è detto "molto felice". Nei giorni scorsi, l'ex capitano ha avuto modo di incontrare i vecchi compagni, con i quali ha mantenuto "ottimi rapporti" e ha ricordato, in particolare, Claudio Marchisio, "visto crescere dalle giovanili fino alla prima squadra". Quanto alla finale di Londra per la Coppa dalle grandi orecchie - sfida tutta tedesca tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund - del Piero, si è detto "imparziale" nel tifo, ha sottolineato i diversi modelli di crescita seguiti dalle due squadre e ha ricordato come il calcio tedesco abbia fatto "passi da gigante" negli ultimi anni, non solo sul rettangolo di gioco ma anche nell'organizzazione e negli stadi. Del Piero - in campo a Rimini, sei anni fa per la prima gara di Serie B, nell'anno post Calciopoli - è stato ospite dell'incontro 'Talento senza confini'. Alex del Piero in campo con Banca Generalì che ha messo al centro dell'attenzione le esperienze sportive e le sfide professionali in diversi Paesi del Mondo, tra talento e professionalità.

Fonte:tuttosport

Ag. Jovetic: "Preferisce rimanere in Italia"



"Stevan preferisce rimanere in Italia invece di trasferirsi all'estero". Queste le brevi dichiarazioni rilasciate dall'agente di Stevan Jovetic, Fali Ramadani a Metro. L'Arsenal ha fatto del talento montenegrino il suo obiettivo numero uno, con una trattativa già avviata sulla base di circa 29 milioni di euro. Dopo i colloqui che si sono tenuti tra Ramadani e i vertici dell'Arsenal, tuttavia, l'agente avrebbe rivelato che il giocatore non è interessato a lasciare l'Italia. In pole, dunque, c'è la Juventus.

Fonte:TMW

Ag. Higuain: "Nessun accordo con la Juventus"


Dopo l'incontro con la Juventus avvenuto ieri a Madrid, il fratello e procuratore di Gonzalo Higuain, Nicolas ha parlato del futuro del suo assistito:“Non c'è ancora nulla di definito con la Juventus. Al momento Gonzalo resta un calciatore del Real Madrid e noi dobbiamo agire per il bene del club che detiene il cartellino. - riporta il quotidiano Marca - Stiamo inoltre aspettando che si decida chi sarà il prossimo allenatore del Real e le idee che avrà”.

Fonte:tuttochampions

Gabbiadini, Boakye & Co., oltre 40 milioni da gestire per Marotta e Paratici

 Dice: l’ad bianconero Giuseppe Marotta e il ds Fabio Paratici dovranno fare cinque, sei operazioni in entrata (tra cui, appunto, i big d’attacco con annesse missioni ad hoc di cui parliamo a pagina 2-3) più, grosso modo, altrettante operazioni in uscita. O poco più, onde preservare equilibri di bilancio, di spogliatoio, d’organico. E dice male. Già, perché in realtà la quantità di affari che la dirigenza bianconera si appresta a portare a compimento si avvicina, anche quest’anno, a varcare la soglia della cinquantina. Restando soltanto all’ambito dei calciatori professionisti. Altissimo, infatti, è il numero di giocatori che la Juventus detiene in comproprietà (oppure in comproprietà ha ceduto: tecnicamente si parla di differenza tra compartecipazione attiva o passiva). Come altissima è la somma del valore dei cartellini di ciascuna di queste risorse bianconere: potenzialmente, in caso, di cessione in toto o acquisto in toto ce n’è per 40 milioni di euro puliti puliti (da incassare o da sborsare). Per non considerare, poi, l’altrettanto ampia galassia di atleti in prestito che gravita attorno al club di corso Galileo Ferraris (da Felipe Melo a Nicola Leali passando per Reto Ziegler ).

PRIMA SCADENZA Ma restiamo in tema compartecipazioni. In tabella, abbiamo indicato 15 tra le comproprietà più importanti che la Juventus dovrà definire entro fine giugno. Ebbene, spiccano i nomi di Kwadwo Asamoah e Mauricio Isla , prelevati dall’Udinese (appunto in compartecipazione) la scorsa estate per 9 e 9.4 milioni di euro. Nel caso di Asamoah non v’è dubbio alcuno sul fatto che sarà acquistato a titolo definitivo e resterà in bianconero. Quanto a Isla, invece, c’è più di qualche dubbio. E, soprattutto, c’è una corposa lista di club interessati: in Italia Fiorentina, Inter e Napoli; mentre all’estero si registra fermento in Spagna e Germania.

Jovetic-Juventus, la Fiorentina apre alle contropartite

Perché la fusione si concretizzi occorrono ancora un paio di elementi, «Juvetic» diventerà una formula vincente solo dopo che l’agente della punta avrà definito l’uscita viola di Jo-Jo, ormai annunciata, e, nel caso, solo dopo che la Fiorentina avrà accettato di ricevere in cambio un pacchetto di soldi e contropartite: altra direzione nella quale si segnalano le prime aperture.

Prima mossa Il nuovo vertice tra Ramadani e Andrea Della Valle deve ancora essere fissato nei dettagli, ma avverrà a breve, magari già prima di giugno: con l’attaccante imbarcato per il Montenegro, saranno l’agente e i rappresentanti del club a scrivere il finale sulla storia fiorentina di Jo-Jo, che ha chiuso a Pescara fissando a 40 il personale bottino di gol viola, coppe comprese. In questa fase le virgolette di ADV da ricordare sono le seguenti: «Il futuro è nelle mani di Stevan, se vuole ha la mia promessa di un anno fa, è libero di guardarsi altrove».

Incontro dirigenziale La seconda mossa sarà un contatto ufficiale tra i dirigenti dei due club, mossa che gli juventini hanno preannunciato al manager del giocatore. La Juve alzerà presto il telefono per un confronto diretto con i rappresentanti viola, ai quali proporrà di impostare la trattativa sulle basi già citate, compenso in denaro, certo non sopra i dieci milioni di euro, e poi 1 o 2 pezzi in cambio, interi e non in comproprietà, tra, in ordine alfabetico, Giovinco (potrebbero però sorgere difficoltà sulla valutazione del cartellino), Isla, Matri, Marrone, Quagliarella (il più funzionale e gradito all’allenatore viola Montella). In questo senso, ed è qui l’ultimissima news, la Fiorentina avrebbe indirettamente già fatto arrivare a Torino la propria disponibilità a valutare la merce esposta dai bianconeri.

Ecco la storia di Higuain

 Il motivo per cui la Juventus vorrebbe acquistare Gonzalo Higuain è di una semplicità disarmante: sa fare gol. E in effetti questa è la qualità principale di un attaccante sicuramente forte ma non catalogabile come top player (altrimenti il Real Madrid lo venderebbe?), perché gli manca il talento del fuoriclasse. Higuain non vince da solo le partite, è una prima punta ma non il classico centravanti: non si piazza in area ad aspettare il pallone ma prova anche a dialogare con i compagni. El Pipita (soprannome ereditato dal padre: Jorge «El Pipa» Higuain, difensore di Boca Juniors e River Plate) piace agli allenatori: nel Real Madrid Mourinho lo ha spesso preferito a Benzema, nell’Argentina riesce a trovare spazio quasi sempre nonostante la concorrenza dei vari Messi, Aguero, Tevez, Milito, Palacio eccetera. E il motivo è sempre quello: Higuain segna.

La storia Lo fa con naturalezza, fin da ragazzino. Gonzalo debutta nel campionato argentino a 17 anni e mezzo: indossa la maglia del River e sfida il Boca. Non esattamente l’esordio più semplice, ma le gambe non tremano. L’esplosione arriva con Passarella in panchina. Nel gennaio del 2007 il Real lo acquista per 13 milioni, nell’ottobre del 2009 Maradona lo fa esordire in nazionale e Higuain lo ripaga con un gol. Nel 2010 partecipa al Mondiale in Sudafrica e segna una tripletta alla Corea del Sud. In Spagna ha vinto tre campionati, due Supercoppe e una Coppa del Re: sei titoli e circa 160 gol in carriera sono un bottino da giocatore esperto, ma Gonzalo a dicembre festeggerà il compleanno numero 26 e i margini di crescita, soprattutto con un allenatore come Conte, sono ampi.

Juve-Higuain, c'è il primo sì

Gonzalo Higuain ha detto sì. E non è poco. La missione madrilena della Juve consegna un risultato più che positivo sul fronte dell’attaccante argentino. Mentre siamo ancora ai preliminari nei contatti con i vertici del Real Madrid. Né poteva essere diversamente. Florentino Perez aspetta ancora il via libera del Psg per Carlo Ancelotti. E poi il presidente blanco sino a fine mese non può muovere alcuna pedina.

Il rinvio Il 16 giugno sono in calendario le elezioni presidenziali. Sinora nessuno s’è candidato per competere con lui e quasi certamente le elezioni non avranno luogo. Ma prima della chiusura delle liste elettorali non possono esserci mosse in uscita. Così c’è un tacito patto tra Juve e Real per definire la trattativa solo più avanti. Allo stesso modo il club madridista ha acconsentito che Marotta e Paratici incontrassero la famiglia Higuain senza, però, dare autorizzazioni formali.

Il summit In questo complicato gioco di sottintesi ieri, però, l’entourage di Higuain ha incontrato i dirigenti bianconeri alla luce del sole. Suo padre Jorge e il fratello Nicolas, suoi rappresentanti a tutti gli effetti hanno evitato i riflettori fissando l’appuntamento in un albergo non lontano dal Santiago Bernabeu.